Di origini istriano-napoletane, Giuliana Mariniello è nata a Fossano (Cuneo) e vive da molti anni a Roma.
Ha insegnato Letteratura inglese all’Università di Napoli ‘L’Orientale’ e pubblicato vari libri e saggi su Shakespeare, la cultura inglese del Rinascimento, la letteratura di viaggio e i rapporti culturali fra Oriente e Occidente. Da vari anni si interessa di fotografia sia dal punto di vista storico-teorico che come ricerca personale. Ha preso parte a workshop teorico-pratici con noti fotografi italiani e stranieri tra cui Michael Ackerman, Machiel Botman, Mario Cresci, Franco Fontana, Maurizio Galimberti, Giovanni Gastel, Francesco Jodice, Douglas Kirkland, Guy le Querrec, Franco Vaccari e Alex Webb.

Sue foto sono state esposte in circa 50 mostre personali e collettive in Italia (tra cui Galleria Acta International e Centro Sperimentale di Fotografia A. Adams di Roma, Centro Nazionale di Fotografia di Padova, Maschio Angioino, Comune di Napoli, Galleria Spaziostrano di Ragusa, Palazzo Bizzarrini, Radicondoli, Siena, Centro Werner Bischof di Avellino, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, S. Donà del Piave, Venezia, Gallerie Civiche di Palazzo Ducale, Modena, Galleria Innerspace e Fusion Art Gallery di Torino, Palazzo dei Priori a Viterbo, Galleria Arco di Druso a Spoleto, Spazio Tadini a Milano, Palazzetto dell'Arte a Foggia, Sala del Giubileo a Trieste) e all’estero (tra cui New York University, Farmani Gallery di Los Angeles, Rencontres de la Photographie di Arles, Galleria Mémoire de l’Avenir di Parigi, Budapest e tre mostre in Israele). Nel 2008 ha partecipato al Festival della Fotografia di Roma. Ha ottenuto vari premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Kodak Elite per il lavoro Napoli: ospedale delle bambole, il I° Premio al Concorso Nazionale Roma nell’Anno Santo e ai Rencontres Internationales de la Photographie di Arles.

Dopo una fase iniziale in b/n si è dedicata soprattutto al colore e a una ricerca sul paesaggio urbano, finora espressa in particolare nei lavori La città visibile, Manifest-azioni, New York Notebook, Volti del tempo. Altre serie riguardano la rappresentazione del femminile in Oscuri oggetti del desiderio, Paesaggio con figure e Marilyn Forever.

Fa parte di un progetto collettivo internazionale, Women X Women, in cui sono coinvolte altre quattro fotografe che vivono in Francia, Olanda, Spagna e Israele, con cui ha partecipato a varie esposizioni.

Ha inoltre curato varie mostre, con relativi cataloghi, di noti fotografi, tra cui Francesco Cito, Gianni Berengo Gardin, Giuseppe Leone, Romano Cagnoni, Cristina Garcìa Rodero e Harvey Stein. Ha scritto saggi e presentazioni di vari libri come Movimento. Glimpses of Italian Street Life di Harvey Stein e Francesco Cito (Collana Autori FIAF). Tra le sue pubblicazioni: La città visibile (2007), Women X Women (2011), Sulla fotografia giapponese contemporanea (2013) e Marilyn Forever (2013).

Fa parte della redazione di FOTOIT, la rivista ufficiale della FIAF di Torino, con cui collabora da vari anni con articoli nell’ambito della fotografia.

Sul suo lavoro hanno scritto, tra gli altri, Mario Cresci, Franco Fontana, Charles-Henri Favrod, Horst Künkler, Bruno Di Marino, Luigi Erba, Enrico Gusella, Paola Riccardi, Giorgio Tani, Michele Smargiassi, Valeria Ottolenghi e Virginia Zullo.