Articoli e interventi critici
"Fotografia. Giuliana Mariniello e la sua Marilyn" di Virginia Zullo, Daringtodo (marzo 2015) (Link)

"Fotografia. I volti del tempo" di Virginia Zullo, Daringtodo (marzo 2015) (Link)

"Visages du temps di Giuliana Mariniello" di Virginia Zullo, Daringtodo (giugno 2014) (Link)

"La fabbrica del simulacro Marilyn" di Michele Smargiassi, Fotocrazia, Repubblica.it (marzo 2014) (Link)

Recensione di Marilyn Forever, FOTOIT (novembre 2013)

"Frammenti del mito nel mondo" di Valeria Ottolenghi, Arskey (settembre 2013) (Link)

"Women x Women", di Valentina Nencini, Scene contemporanee, (settembre 2013) (Link)

"Face à Face: Marcel Bataillard/Giuliana Mariniello", Cèsar (luglio 2013)

"Marilyn Forever" di Cristina Capodoglio, Paroleacapo (giugno 2013) (Link)

"Giuliana Mariniello: Marilyn Forever , sguardi d'autore su un mito inesauribile" di Virginia Zullo, Daringtodo, (giugno 2013) (Link)

"Giuliana Mariniello, la sfida a New York" di Virginia Zullo, Daringtodo (aprile 2013) (Link)

Intervista "Giuliana Mariniello: "Fotografia", sostantivo femminile" di Virginia Zullo, Daringtodo (ottobre 2012) (Link)

"Giuliana Mariniello" di Giorgio Tani, FOTOIT, 2007

"La città visibile" di Paola Riccardi MODO, Rivista internazionale di cultura del progetto, n. 247 (2005)

"Figure di carta" di Mario Cresci, in G. Mariniello, La città visibile, Centro Nazionale di Fotografia, Padova, 2005

"Stratificazioni" di Alessandra De Lucia in G. Mariniello, La città visibile, Centro Nazionale di Fotografia, Padova, 2005

"Giuliana Mariniello: iconografie urbane" di Enrico Gusella, in G. Mariniello, La città visibile, Centro Nazionale di Fotografia, Padova, 2005

"Il collage universale" di Charles-Henri Favrod in Sophia. Rivista di dialoghi interculturali, VI, 2004 e poi in G. Mariniello, La città visibile, Centro Nazionale di Fotografia, Padova, 2005

"Manifest-azioni: palinsesti del tempo" di Horst Künkler, Sophia. Rivista di dialoghi interculturali, VI, 2004.

"La bellezza è nell'occhio di chi guarda" di Franco Fontana, Modena&Modena, 14/2/2001.

Selezione critica
Nella loro apparente gradevolezza cromatica le fotografie di Giuliana Mariniello indicano l'avvenuto capovolgimento dell'utopia della città ideale in una antitetica città fortemente visibile, spettacolare e illusoria. Qui l'uso della fotografia si riconduce a un pensiero critico dell'autrice che osserva la città come un luogo-non luogo in cui la scena urbana non è che un pretesto per riflettere e fermarsi a pensare ancor prima che vedere senza perdere il filo rosso della poesia, della leggerezza e della conoscenza delle cose. (Mario Cresci, Figure di carta).

Tamara dalle mille insegne, città invisibile di Calvino, Roma rivestita dalle immagini pubblicitarie che Giuliana Mariniello stratifica in questa mostra intensa e postmoderna ...Anche Robert Musil, per restare nel campo letterario così caro all'autrice, aveva colto con straordinaria intuizione il progressivo disfarsi del carattere dei luoghi...La felice intuizione di uno sguardo che coglie sovrapposizioni inquietanti, che induce ribaltamenti del punto di vista, costringendo a riflettere su concetti quali realtà e finzione, sempre più presenti e con-fusi nel nostro vivere quotidiano, determina la poetica di Giuliana Mariniello, con riverberi culturali e artistici di grande forza e attualità, (Alessandra De Lucia, Stratificazioni)

Il percorso fotografico di Giuliana Mariniello è un'altra forma di stravolgimento del significato del manifesto ottenuto attraverso l'avvicinamento imprevisto e beffardo, vale a dire la messa in discussione sistematica dei significati. Giuliana Mariniello trascrive quello che vede, quello che il pubblico non vede più e gli dà un senso penetrante tramite la collisione delle immagini e dei messaggi pubblicitari. ...Ci fa vedere le cose in maniera differente per non dire folgorante. Lei consuma il consumismo e stabilisce un nuovo sistema di segni. (Charles-Henri Favrod, Il collage universale).

Manipolare il contesto urbano, scherzarci sopra, sovrapporre codici comunicativi diversi. Questo è quello che fa Giuliana Mariniello, innamorata della fotografia fin da piccola... Un'artista poliedrica che oltre alla fotografia ama anche la pittura, la scrittura e il collage. (Franco Fontana, La bellezza è nell'occhio di chi guarda).

Giuliana Mariniello opera attraverso una sorta di citazionismo, testo visivo duplicato, quale elemento in grado di creare altre ambiguità ancora, identità diverse, informazioni complesse... L'immagine fotografica di Giuliana Mariniello va concettualizzata come forma simbolica, sistema di segni dentro cui sviluppare una poetica sia degli spazi che dei luoghi urbani. È questo il processo di una città visibile, di un'iconografia altra, in grado di contaminare oggetti diversi tra loro, ma anche tesi a un dialogo, una relazione profonda, che investe il nostro immaginario e i linguaggi contemporanei. (Enrico Gusella, Giuliana Mariniello, Iconografie urbane)

Quel che caratterizza Giuliana Mariniello è...la sua straordinaria capacità fenomenologica... di abbracciare con un solo sguardo quel che offre all'occhio di chi vede le sue fotografie. Quel che vede e che intende far scoprire chi studia le sue fotografie, lo abbraccia, lo rende plastico e quasi palpabile. ...Quel che Giuliana Mariniello cerca di rendere percepibile (a tutti i livelli) è il fenomeno del tempo come dimensione della nostra esistenza. (Horst Künkler, Manifest-azioni, palinsesti del tempo).

Una riflessione in fotografia che dura da anni e che, in un solo apparente gioco di piacevoli effetti di grafismo e di smagliante colore, non intende rinunciare a una riflessione pertinente sul paesaggio visivo in cui siamo immersi. Invasivo, omologante, ma anche suggestivo...filmico. Città visibile a chi la sa guardare. (Paola Riccardi, MODO).